Sono una che tende alla
semplificazione.
Con gli anni credo di essere diventata
spartana.
Ma penso che ci sono così tante cose da fare nella vita, che in qualche modo bisogna sfrondare.
Per quanto ami la mia casetta, con due gatti e un cane, non ritengo che sia umanamente possibile tenerla a specchio. Mi avvalgo dell'aiuto settimanale del mio Magico Silva(n), che riesce a darmi un'impagabile sensazione di passaggio di Mary Poppins, ogni volta che rientro a casa dopo il suo intervento. Ho anche la fortuna di avere un pavimento color Wendy, per cui i peli si notano meno. Ma non ho un pavimento color Tatina né uno color Senatore. Benedico l'invenzione della scopa elettrica e riesco a tenere la situazione nella decenza.
Una cosa che non mi dispiace, in casa, è il bucato. Ho una vena di Orsetto Lavatore in me, e ho avi lavandai. Trovo quasi ludica la suddivisione dei panni per colore, per fibra, fare gare di memory coi calzini, scoprire di che colore sarà il bucato, dopo essermi ricordata troppo tardi che quelle maledette lenzuola stingono.
Applico con fiducia il metodo dell'ostensione scientifica del panno: tirare bene i bordini, ridare la forma agili strofinacci, ripiegare per benino le lenzuola. Le magliette e le camicie richiedono dedizione, talvolta gruccia e attenzione alle cuciture.
Ma penso che ci sono così tante cose da fare nella vita, che in qualche modo bisogna sfrondare.
Per quanto ami la mia casetta, con due gatti e un cane, non ritengo che sia umanamente possibile tenerla a specchio. Mi avvalgo dell'aiuto settimanale del mio Magico Silva(n), che riesce a darmi un'impagabile sensazione di passaggio di Mary Poppins, ogni volta che rientro a casa dopo il suo intervento. Ho anche la fortuna di avere un pavimento color Wendy, per cui i peli si notano meno. Ma non ho un pavimento color Tatina né uno color Senatore. Benedico l'invenzione della scopa elettrica e riesco a tenere la situazione nella decenza.
Una cosa che non mi dispiace, in casa, è il bucato. Ho una vena di Orsetto Lavatore in me, e ho avi lavandai. Trovo quasi ludica la suddivisione dei panni per colore, per fibra, fare gare di memory coi calzini, scoprire di che colore sarà il bucato, dopo essermi ricordata troppo tardi che quelle maledette lenzuola stingono.
Applico con fiducia il metodo dell'ostensione scientifica del panno: tirare bene i bordini, ridare la forma agili strofinacci, ripiegare per benino le lenzuola. Le magliette e le camicie richiedono dedizione, talvolta gruccia e attenzione alle cuciture.
Ma odio stirare.
E' più forte di me.
Io non stiro.
(Quasi mai.)
Io non stiro.
(Quasi mai.)
Ci ho provato svariate volte: ho
tentato di convincermi che, pur senza cedere ad eccessi, una
stiratina a qualcosa ogni tanto ci poteva anche stare. Mi sono armata
di entusiasmo e buona volontà e ho agguantato ferro, asse da stiro,
camicie e magliette. La prima camicia l'ho affrontata con piglio
bellicoso, tra sbuffi di vapore e nebulizzatore. Ho vinto io. Alla
seconda maglietta ero già di pessimo umore. Alla fine dell'intero
blocco di panni ero intrattabile, sudaticcia e rancorosa.
E così non va bene.
Ho anche la fortuna di non avere un
marito che va in ufficio al mattino tutto sistemato. Anzi, abbiamo
uno stile stropicciato che ci piace. Me ne sono convinta. Sono una
donnina grassoccia e stropicciata. Ho un ampio marito informale e
quelle poche cose indispensabili (camicie ed abiti per occasioni in
cui si debba assumere un'aria sistematella, qualche tovaglia) me le
vado a stirare da mammà. Che invece è un asso del ferro.
Praticamente lo usa come se fosse una bacchetta magica: restituisce forma alle cose più incredibili. Con il ferro professionale riusciva a ripristinare gli elastici smollati dei pullover. Ha resuscitato maglioni dati ormai per defunti. Ha cambiato taglia alle gonne. Addomestica false pieghe come se fossero di burro. Restituisce il plissé alle gonne plissé. Ho visto clienti fare la ola, quando rendeva loro la camicetta rianimata e vispa dopo un duro scontro con la lavatrice.
Praticamente lo usa come se fosse una bacchetta magica: restituisce forma alle cose più incredibili. Con il ferro professionale riusciva a ripristinare gli elastici smollati dei pullover. Ha resuscitato maglioni dati ormai per defunti. Ha cambiato taglia alle gonne. Addomestica false pieghe come se fossero di burro. Restituisce il plissé alle gonne plissé. Ho visto clienti fare la ola, quando rendeva loro la camicetta rianimata e vispa dopo un duro scontro con la lavatrice.
I pullover un po' slabbrati hanno la
loro eleganza. Ho gonne comode, che ingrassano insieme a me. Non
porto complesse camicette plissé e so quale plissé posso mettere in
lavatrice e quale no senza tema di disastri. E mammà mi stira le
tovaglie e i vestiti “buoni” con tutta la mia gratitudine.



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