27.8.10

Riassunto delle puntate precedenti

Quando mi è venuta l'idea di ri-assumermi l'adozione di un blog era un momento in cui avevo tempo. Durante le ore di lavoro potevo unicinetticchiare beatamente, prendermi cura di un sito, di un blog e smaltire quel poco di cose “serie” di lavoro senza massacrarmi. Era novembre.

All'improvviso è stato Natale.

Poi San Valentino è lavorativamente passato sulla mia vita, in un crescendo di delirio dall'inizio di metà gennaio. Che è stato anche il momento in cui ci è venuta in mente l'idea che forse potevamo cominciare a pensare di cambiare casa. Un fatto lentissimo, insomma.Alla prima casa che siamo andati a visitare siamo rimasti folgorati sulla via di Damasco e il 13 febbraio abbiamo firmato il contratto.
Il che ha causato un attacco di cistite, rivelatasi poi una calcolosi, risoltasi fortunatamente senza troppi danni, a Gatto Ciro. L'eroico felino si è sottoposto ad analisi e cure con superiore aria di peluches indignato, ribellandosi solo quando era veramente troppo per la sua dignità di gatto geometra. Dopo l'ecografia, durante la quale ha stupito i veterinari per la sua compostezza, sebbene un po' rigida, è rimasto col pancino pelato per un bel pezzo, rosa come un porcello, che sembrava un vellutino al tatto.

Nel frattempo ricoverano mio padre per dei controlli più o meno di routine e, mentre io tento di ficcare la mia casa negli scatoloni, trovano la devastazione, l'apocalisse e l'iradiddio nel suo sistema cardiocircolatorio. Il che ha comportato un pic nic il giorno di pasqua nel giardino dell'ospedale (per fortuna un bel giardino), appollaiati su una panchina sgranocchiando tramezzini; un peacemaker e un intervento chirurgico che pare sia stato degno di entrare nei manuali per la sua rarità ed eccezionalità.
Mentre noi due tentavamo di mettere la casa negli scatoloni, comprare dei mobili, scegliere una cucina, traslocare utenze e magari anche lavorare un po'.
A fine marzo, triangolando come lemmings su un tavolo da biliardo tra casa vecchia, casa nuova, ospedale, laboratorio (quindi quadrangolando), siamo riusciti a traslocare in maniera più o meno definitiva. Ed improvvisamente era maggio.

A fine giugno anche gli strascichi del marasma, a cui si sono aggiunte altre vicende più o meno parallele, si sono acquietati e sono riuscita a rendermi conto di abitare in una nuova bella casa, nascosta tra alberi di arancio e di limone, con due gatti felici spaparanzati al sole. Ho ereditato dal vecchio inquilino dei gerani che con pochissime cure hanno manifestato tutta la loro voglia di esistere invadendomi praticamente il patio. Il basilico è cresciuto rigoglioso finché non è stato intercettato dalle lumache. Spostato per impedirne il pasto, è diventato vittima di un maledetto bruco verdolino (mi dicono: bruco geometra. Ho detto a Gatto Ciro di non portare qui i suoi colleghi.), ed ora è completamente spennato. Ho eliminato l'inquilino, ogni tanto gli dò una scrollata (al basilico, non al verme) per accertarmi che non ci siano altri avventori indesiderati, e spero che si riprenda.
Il limone malaticcio ha avuto un attimo di euforia quando si è visto circondato dai suoi parenti ed è persino guarito spontaneamente dalla cocciniglia. Purtroppo, però, è rimasto vittima di un increscioso incidente: stava finendo strangolato da una vite troppo esuberante. Il Pollo, eroico, l'ha strappata al mortale abbraccio, sbrogliando a mani nude i viticci attorno ai rami ormai già cianotici, e l'ha posta in salvo in cortile, a fianco ad una mora che sta tentando il suicidio e ad un ribes depresso. Morale della favola: il limone si è ammalato di nuovo. Credo che non gli piaccia frequentare frutti di bosco, per giunta così deprimenti.

Quello che abbonda qui, sono le zanzare. Ne abbiamo per tutti i gusti: mattiniere, pomeridiane, serali, notturne. Tradizionali e tigre, piccole nere e incazzate o lente e grassocce ma di buon carattere: non ci facciamo mancare nulla. Abbiamo speso una piccola fortuna di zanzariere e mezzi di prevenzione, e tutto sommato la situazione è abbastanza sotto controllo. Anche se noi, a loro, siamo piaciuti moltissimo. Specialmente il Pollo, reputato appetitosissimo, visto il comitato di accoglienza che si ritrova attorno non appena mette il naso fuori dal cerchio magico dello zampirone o oltre la zanzariera.

Alla fine anche l'estate è arrivata e, dopo qualche giorno in montagna, non mi sembra vero di starmene un po' qui, sotto al mio patio, in un'afosa sera di fine agosto, a sentire il vento che muove le foglie (che poesia!!!), mentre ho davanti del tempo libero da utilizzare (quasi) come mi pare.
Ovviamente mi sono rituffata nell'uncinetto (oltre che rimettere ordine nel sito e nel blog), ho cominciato a sfornare mezzi guanti, sciarpe, baschi e ho ancora un po' di cosine che vorrei sperimentare. Appena sistemo il sito metto tutte le nuovo foto. Non dispero di riuscire a riprendere in maniera decorosa questo blog … staremo a vedere!


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