10.7.12


É trascorso quasi un altro anno dall'ultima volta che ho scritto qualcosa. Non é che non abbia da raccontare, anzi: forse sono talmente tante le cose, e così veloci, da avere sempre la sensazione di arrancare, sempre un passo indietro a me stessa e al mio mondo, senza il tempo di metabolizzare quel che mi accade, mi circonda, mi sovrasta e mi attraversa. Coi miei ritmi da bradipo frastornato collido con la vita, impatto con le cose, e prima di riuscire a capire che un tir mi é passato addosso e magari prendere pure il numero di targa, ho bisogno di quei venti minuti per realizzare, e nel frattempo posso essere travolta da una bici in corsa, calpestata da una mandria di bufale, derubata della borsa, inciampata in una pozzanghera, dopo aver calpestato un nido di formiche rosse e anche molto arrabbiate. Insomma, sono una che ha i suoi tempi. Non é che siamo tutti uguali freschi, reattivi e pronti allo scatto felino. E poi non é scritto da nessuna parte che sia io ad andare troppo piano: forse sono le cose che sono troppo veloci. Comunque sia, ogni volta che mi guardo indietro non smetto mai di stupirmi di quanto velocemente le cose cambino e di quanto lontano può portarti la vita una volta che le hai dato fiducia.
Eventi eclatanti dell'anno trascorso:

- A settembre mi sono sposata. Era da un po' che ci pensavamo. A luglio siamo andati in comune ad informarci e l' impiegato ci ha informato talmente bene che siamo usciti di lì dopo aver dato parola e fissato la data. E così il 15 settembre ci siamo sposati in comune con cerimonia lampo. Una cosa del tipo: "Hey tu, vuoi sposare quello lì? Hey tu, vuoi sposare quella là? Si si. Bravi bravi vi dichiaro marito e moglie" Applausi dagli astanti col fiatone che, neanche il tempo di salire la rampa di scale del comune, rischiavano di perdersi la commovente cerimonia.
Il 19 settembre, sotto l'ala protettiva di San Gennaro, che ha tenuto le nuvole regalandoci una giornata splendida nonostante le premesse, ci siamo risposati in casa, con rito country-western e delegato (vero) che officiava la cerimonia (finta) in un giubilo di parenti stretti e amici intimi: giusto una cinquantina di persone per non esagerare. Il matrimonio vero per me è stato questo ed ho un ricordo di una giornata bellissima e di un'atmosfera magica da festa in campagna e anche un po' da film.
Per non farci mancare niente e non trascurare la vasta cerchia di amici, poi, il sabato successivo abbiamo festeggiato anche con loro, sempre nel giardino di casa di mammà, con tanto di televisore piazzato perché, per carità, giocava il Napoli, e davanti al tifo non c'è festa che tenga. La pasta e fagioli durante l' intervallo fra i due tempi è stata apprezzata dalla tifoseria presente.
In sintesi posso affermare che il tanto decantato matrimonio di Kate e William, a noi, ci ha fatto un baffo.

- Sempre a settembre un altro avvenimento ci ha messo allegria: due cugine contemporaneamente in dolce stessa. Scommesse sul sesso dei venturi pargolini, ci si aspettava, per equità, un maschietto e una femminuccia, ma alla fine, a maggio, a distanza di pochi giorni, sono sbarcati in questo mondo Alessandro e Simone (in ordine di apparizione). I rispettivi nonni hanno perso i sensi e, nelle riunioni di famiglia, ormai si assiste spesso a disdicevoli scene di maturi signori che cinguettano, squittiscono, fotografano e hanno sulla faccia un'espressione di perenne beatitudine, come se invece di un nipotino fossero inciampati in un pusher ben rifornito. Le nonne li battono decisamente in sobrietà e compostezza. Va aggiunto che veramente i due bimbi sono bellissimi, intrattengono la famiglia come due vecchie star e la nonna, diventata finalmente bisnonna è contenta di avercela fatta ad incontrare i suoi pronipoti.

- A novembre, dopo aver raccolto tutti i documenti in una mirabolante caccia al tesoro ricca di imprevisti e colpi di scena, abbiamo presentato domanda di adozione. Mi ero un po' impressionata leggendo e ascoltando in giro, ma alla fine siamo stati fortunati perché l' iter burocratico è stato abbastanza celere e già a dicembre ci siamo ritrovati immersi in un garbuglio di incontri colloqui e corsi, in un percorso abbastanza denso e interessante: dire che ci hanno rivoltati come un calzino è poco, ma rende bene l'idea. Abbiamo sondato i nostri limiti, sfidato i nostri dubbi ed incertezze, tra risposte che diventavano nuove domande e ne siamo venuti fuori sufficientemente consapevoli della bella sfida che abbiamo intrapreso. Ora siamo in attesa di risposte dal Tribunale dei Minori, fiduciosi del responso e desiderosi di incontrare la creatura che il destino (e il giudice) vorrà affidarci.

- Sul finire di dicembre invece siamo inciampati in una cucciolata di tre cagnoline sorelline abbandonate in uno scatolone e ritrovate da un'amica di mia sorella, a cui sono state affidate in attesa di trovare collocazione. Dopo averle incontrate praticamente tutti i giorni, vedendole crescere e continuando a blaterare che no, un cane non lo voglio, ho già due gatti, il cane richiede troppo impegno e dedizione e altre ovvietà del genere, mi sono portata a casa l' ultima delle tre cucciole, che ancora non aveva trovato alloggio, dopo che le altre due si erano accasate una presso la sunnominata sorella (e i suoi 5 gatti) e l' altra presso un'amica. Soffocata da sensi di colpa artatamente provocati sempre dalla sorella: "ora mettiamo l' annuncio per vedere se possiamo piazzarla, ma poverina è la più tenerella e dolce, io posso farci attenzione, ma poi uno come fa a sapere se magari la tratteranno male?" Dopo due notti di incubi, vedendomi davanti agli occhi il musetto della bestiolina emaciata, maltrattata e magari pure incatenata non ce l'ho fatta (e la mia vigliacchissima sorella lo sapeva bene) e mi sono portata la cana a casa. I rapporti coi felini meritano un racconto a parte, quindi mi limiterò solo a dire che la relazione funge ed è fonte di grande ilarità. Alla fine della storia mi ritrovo fra i piedi una bionda cucciolona di circa otto mesi e venticinque chili graziosamente distribuiti, di nome Wendy (nulla a che vedere con Peter Pan, ma ispirato alla bionda soubrettona americana Wendy Windham), svampita, emotiva, fifona e tenerissima.


Il resto dell'anno è naturalmente proseguito come conseguenza di tutte queste novità che, direi, mi sembrano sufficienti per un po'.
Stasera è finalmente una domenica sera che sembra quasi già vacanza: approfittando del caldo feroce ho ripreso possesso del mio amato patio, condiviso con gatti, cane e zanzare. L'aria è abbastanza fresca, c'è silenzio, il basilico profuma, i gerani sono fioritissimi e io mi godo questo momento di pace: tra poche ore sarà di nuovo un lunedì di luglio inoltrato e ho ancora un po' di cose da sistemare prima di concedermi una meritata vacanza.

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