Come ho appena raccontato, l'ultimo
arrivo di casa è stato la bionda Wendy. Che attualmente è
un'esuberante, emotiva e svampita cucciolona bionda di otto mesi e 25
chili abbondanti.
Quando l'ho incontrata era un
esuberante, emotivo e svampito biondo cucciolo di due mesi, in mezzo
a due sorelle nere. Una tutta nera a pelo liscio, l'altra
tutta nera, con la punta una zampetta bianca e col capello un po' più
mosso.
Dopo
battaglie col buon senso e col raziocinio, perse in partenza, da
gattofila diffidente, ma intenerita, mi sono portata la svampita in
casa, oltretutto già perdutamente innamorata del marito (il mio), e
mossa dalla curiosità di vedere come sarebbero state le relazioni
con i coinquilini felini.
In realtà Wendy aveva già una certa
esperienza di gatti, avendo vissuto dai due ai sei mesi con le cinque
gatte di casa di mia sorella. Le quali, nei confronti dei cani, hanno
adottato il matrix-pensiero “Il cane non esiste”, tranne l'ultima
arrivata (che nel frattempo, da quello scarabocchio che era, è
diventata una deliziosa piccola esile gatta socievole ed
equilibrata), che ha deciso di socializzare con quelle bestione
chiassose. Essendo molto piccola, però, rischia anche di essere
sopraffatta fisicamente, per cui ha deciso di relazionarsi stando in
postazioni alte. Col risultato che quando la cana le si avvicina, la
annusa o la lecca, lei le si abbraccia al naso o alle orecchie e
gliele mordicchia. Con il cane di mia sorella ha una relazione,
ovviamente, migliore e sono state anche viste condividere lo stesso
giaciglio.
I miei due poveri felini, invece, non
avevano mai avuto a che fare con il genere “cane”, tranne qualche
fugace incontro nelle sale d'attesa dei veterinari o per sentito
dire. I due. Oltretutto avevano anche trovato un discreto equilibrio
(del tipo: il piccolo molesta il grande, gli fa gli scherzi, l'altro
si indigna, si dichiara sconfitto e se ne va: non è mai stato un
competitivo), ma si sa: gli equilibri sono fatti per essere spezzati,
e quindi i gatti di casa si sono visti piombare in casa questa specie
di grosso alieno, per giunta femmina, rumoroso, invadente e
ingombrante. Un minimo di pietà nei loro confronti mi ha fatto
portare in casa, prima del cane, la sua copertina, per fargli
conoscere il nuovo odore. Per un paio di giorni sono andata
stropicciando la copertina al profumo di cane in giro per casa, tipo
messaggio minatorio: ragazzi! C'è qualcosa di nuovo nell'aria!
Preparatevi!
Inutile dire che la prima reazione è
stato lo sciopero organizzato (non della fame: quello mai!): i felini
si astengono da ogni attività sociale e, compatibilmente con
l'orario dei pasti, diventano invisibili. La reazione era ampiamente
prevista e quindi li ho trattati come se nulla fosse.
Dopo qualche giorno infatti, mentre
combattevo con Wendy per la conquista del divano e del letto
(Battaglia ampiamente vinta: sui divani e sui letti ci stanno umani e
gatti. Perchè sì: sei un cavallo e sul divano e sul letto non ci
puoi stare!), si sono visti i nasi dei felini sbucare dalle
postazioni di osservazione e passare alla fase successiva: esame
(prudente) visivo e critico, raccolta dati sull'alieno. Alieno che,
accortosi dell'interesse suscitato, ha pensato bene di socializzare
in maniera esuberante, scodinzolando, saltellando e tentando di
annusare quei simpatici puffi baffuti che la scrutavano da dietro ai
divani e da sopra le librerie, provocando una ritirata disordinata e
indecorosa tra le truppe feline.
Col tempo le relazioni sono decisamente
migliorate: cortesi e freddi “buongiorno!” accolti dalla
fanciulla con una certa ritrosia, molto delusa dalla scarsa
socievolezza di quei due.
Poi è iniziata l'inevitabile fase di
ridiscussione degli spazi e del territorio. Il gatto grande ogni
tanto, dall'alto di un tavolo o di una sedia, le ha fatto alcune
precisazioni sulle usanze di casa, in maniera decisamente ferma, ma
tutto sommato civile. Il piccolo, più cordiale, si avvicinato
cautamente, mentre lei dormiva, e coraggiosamente le ha dato una
bella annusata. Non ha fatto alcun commento e se ne è andato. Grande
motivo di superamento delle barriere è il pasto. Non si capisce bene
perché, ma i gatti, potendo, mangerebbero cibo per cani e viceversa.
Wendy si fionda nelle ciotole di pappa dei gatti (di qualunque tipo,
acriticamente) ogni volta che può, il che costringe i gatti e
mangiare perennemente in situazioni sopraelevate (il che, inutile
dire, li ha indignati.) I gatti usufruirebbero volentieri dei pasti
di Wendy, senonché competere con un vorace aspirapolvere dalla bocca
larga non è facile, e quindi il massimo che riescono a portare a
casa è qualche scippo con destrezza nelle fasi di preparazione alla
somministrazione. Io li lascio fare perché è bene che conoscano usi
e costumi diversi.
I rapporti, alla fine, sono decisamente
progrediti: quando rientra da fuori Wendy è così felice di rivedere
i suoi amici che, se becca il gatto grande lo prende a linguate a
tradimento, pelo e contropelo, mentre quel poverino rimane con gli
occhi sgranati senza aver avuto il tempo di realizzare che cosa gli
sia passato addosso. Con il gatto piccolo, con cui ha maggior
confidenza, preferisce chiuderlo negli angoli e ficcargli il naso nel
sedere, ottenendo anche lì una sgranatura d'occhi da parte del
malcapitato. Ieri sera, però, i due erano assieme a caccia di
scarabei. Sono quasi certa che con l'arrivo della stagione fredda e
la scoperta dei termosifoni, li troverò a condividere la cuccia.
Oggi abbiamo portato Wendy dal
veterinario per farla sterilizzare: avevamo già deciso di farlo, ma
ha cominciato ad avere problemi ormonali, e quindi ci siamo decisi.
La poverella ora sta qua fuori al fresco, riprendendosi
dall'anestesia, ogni tanto pigola, ma si sta riprendendo bene. In un
paio di giorni dovrebbe tornare in forma, anche se per un po' dovrà
fare vita ritirata e senza rotolarsi nel terreno come una cotoletta.
Confesso che ogni remora che avevo
rispetto all'idea di avere un cane si è sciolta come neve al sole.
Mantengo una mia predilezione per i felini: li capisco di più e
spesso mi stupisco di quanto sia più dipendente un cane. Però è
anche vero che il mio livello di buonumore è aumentato: al mattino
il saluto alle truppe è decisamente più movimentato, mi
inteneriscono molto le sue orecchie asimmetriche e mosce, ed è una
rompiscatole patentata, ma troppo simpatica.



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